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I  Desideri son vita

​Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così, io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. 

Tu stai con loro, e ti salverai.

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Anima e corpo

​Ogni emozione non ascoltata lascia un segno sul corpo..
se non ascolti la tua insoddisfazione lei ti parla con il mal di testa

se non ascolti la tua rabbia lei ti parla con la gastrite

se non ascolti la tua paura lei ti parla con la stipsi

se non ascolti la tua voglia di dire “no” lei ti parla con un nodo allo stomaco

se non ascolti la tua passione lei ti parla con un’infiammazione vaginale

se non ascolti la tua creatività lei ti parla con le oscillazioni di peso

se non ascolti la tua affettività lei ti parla con una dermatite

se non ascolti la tua spiritualità lei ti parla con un corpo che non sente.

Il nostro tempo…

​”Qualcuno si è laureato a 22 anni e ha trovato lavoro a 27; qualcuno si è laureato a 27 anni e già aveva un lavoro. C’è qualcuno che è ancora single ed ha un figlio, altri che da sposati hanno dovuto aspettare 10 anni per essere genitori. Ci sono quelli che sono una coppia, ma amano altri, quelli che si amano e non sono niente e chi sta ancora cercando qualcuno da amare. Tutto funziona secondo il nostro orologio: le persone possono vivere solo secondo il proprio ritmo. Può sembrare che i tuoi amici siano più avanti di te o che siano più indietro; però loro si trovano nel loro momento e tu nel tuo. Vivi con pazienza, sii forte e credi in te stesso; non sei in ritardo e non sei in anticipo.. sei nel tuo tempo.” 

Tremo.

Dentro questo respiro ho mille emozioni mille paure…

Tremo..

Perché conosco ieri..

 Tremo perché ho concluso oggi..

Tremo perché non conosco il domani..

L’incertezza mi spaventa eppure l’amo..

La sicurezza mi annoia eppur l’adoro..

Perché la vita è fatta di emozioni così contrastanti tra loro… 

Che decidere e saper di aver deciso giusto o sbagliato…. 

è impossibile…..

Scegli sempre la felicità?

Osho, ci  ha  raccontato  una  volta  la  storia  di  un  vecchio  che  aveva  più  di  cent’anni.  

Un  giorno  era  il  suo compleanno,  gli  domandarono  perché  era  sempre  felice. 

 Il  vecchio  rispose:  â€œOgni  mattina,  quando mi sveglio, posso scegliere di essere felice o infelice e scelgo sempre di essere felice.”

 Com’è che di solito scegliamo l’infelicità? Come mai non siamo consapevoli di poter scegliere??

La  scelta  Ã¨  vostra,  ma  voi  ne  siete  diventati  inconsapevoli.  Avete  fatto  sempre  la  scelta  sbagliata  ed è  diventata  un’abitudine  così  meccanica  che  la  fate  automaticamente.  Oramai  non  avete  altra  scelta. Diventa  consapevole  di  quello  che  fai.  Ogni  momento,  quando  scegli  di  essere  infelice  ricordati:  Ã¨ per tua scelta. Tenere questo a mente ti sarà di grande aiuto.  La  consapevolezza  che  Ã¨  per  mia  scelta  e  che  sono  io  il  responsabile  e  questo  Ã¨  quello  che  sto facendo  a  me  stesso  e  che  sono  io  che  lo  sto  facendo,  ti  farà  avvertire  immediatamente  una differenza:  la  qualità  della  mente  verrà  a  cambiare  e  ti  diventerà  sempre  più  facile  muoverti  verso  la felicità. E  una  volta  che  sai  che  Ã¨  una  tua  scelta  allora  tutta  la  faccenda  diventa  un  gioco. Allora  se  ti  piace essere  infelice  sii  pure  infelice,  se  vuoi  star  male  stai  male.  Ma  ricordati:  l’hai  scelto  tu.  E  non lamentarti perché nessun altro ne è responsabile: è la tua commedia, sei tu l’autore dei testi. Se  Ã¨  così  che  ti  piace  vivere,  se  ti  piace  una  vita  miserabile,  se  vuoi  passare  la  tua  vita  a  star  male, va bene, hai diritto di scegliere, il gioco è tuo. Lo stai giocando: giocalo bene!  Ma  allora  smettila  di  domandare  alla  gente  come  si  fa  a  non  star  male  perché  questo  Ã¨  assurdo. Allora  smettila  di  andare  dai  Maestri  e  dai  Guru  a  chiedere  come  si  fa  a  essere  felici.  I  cosiddetti Guru  esistono  a  causa  della  tua  stupidità.  Sei  tu  a  creare  l’infelicità  e  poi  vai  a  domandare  agli  altri come  si  fa  a  non  crearla.  E  continuerai  sempre  a  crearla  perché  non  sei  consapevole  che  sei  tu  stesso a produrla. Da questo preciso momento cerca di essere felice e beato.  Vi  voglio  parlare  di  una  delle  più  profonde  leggi  dell’esistenza,  perché  può  darsi  benissimo  che  non ci abbiate mai pensato.  Avrete  sentito  parlare,  tutta  la  Scienza  ne  viene  a  dipendere,  della  Legge  di  causa  ed  effetto.  Voi create  la  causa  e  l’effetto  segue  da  solo.  La  vita  Ã¨  un  nesso  causale.  Lasciate  che  il  seme  cada  nella terra arata e germoglierà. Se esiste la causa allora l’albero seguirà.  C’è  una  fiamma  accesa,  ci  metti  sopra  la  mano  e  ti  bruci:  alla  causa  Ã¨  seguito  l’effetto.  Prendi  del veleno e muori.  Produci  la  causa  e  l’effetto  non  può  che  seguire.  Questa  Ã¨  una  delle  Leggi  scientifiche  più importanti, causa/effetto è il nesso più profondo di tutti i processi vitali.  

“?”

C’era una volta,un punto interrogativo…

Era molto grazioso e, come tutti i punti interrogativi, aveva l’aria molto intelligente.
Da un po’ di tempo, però, girava per il paese sconsolato, amareggiato, deluso e depresso.
Apparentemente, nessuno lo voleva più! Tutti ricorrevano, con sempre maggiore frequenza, al suo nemico acerrimo:
il punto esclamativo!
Tutti gridavano: «Avanti! Fermi! Muoviti! Togliti dai piedi!». Il “punto esclamativo” è tipico dei prepotenti, e oramai i prepotenti dominano il mondo. Anche per le strade e le vie cittadine, dove un tempo il “punto interrogativo” si sentiva un re, non c’era più nessuno che chiedeva: «Come stai?»; sostituito da: «Ehilà!».
Non c’era più nessuno che fermava l’auto, abbassava il finestrino e chiedeva: «Per favore, vado bene per Bergamo?». Ora, usavano tutti il “navigatore satellitare”, che impartisce gli ordini con decisione: «Alla prima uscita, svoltare a destra!». Stanco di girovagare, si rifugiò in una famiglia. I bambini hanno sempre amato i punti interrogativi. Ma, anche là, trovò un padre ed un figlio adolescente, che duellavano tutto il giorno, con i punti esclamativi…
«Non mi ascolti mai!».
«Non m’importa che cosa pensi! Qui comando io!».
«Basta! Me ne vado per sempre!».
Alla fine, il padre era spossato e deluso; il figlio mortificato e scoraggiato, quindi aggressivo.
E soffrivano, perché non c’è niente di più lacerante, che essere vicini fisicamente e lontani spiritualmente.
Il punto interrogativo si appostò sotto il lampadario, ed alla prima occasione entrò in azione… Accigliato e con i pugni chiusi, il padre era pronto allo scontro, ma dalla sua bocca uscì un: «Che ne pensi?», che stupì anche lui.
Il figlio tacque, sorpreso. «Davvero lo vuoi sapere, papà?». Il padre annuì. Parlarono.
Alla fine, dissero quasi all’unisono: «Mi vuoi ancora bene?».
Il “punto interrogativo”, felice, faceva le capriole sopra il lampadario….


È un po’ sciocca forse ai vostri occhi questa leggenda… Ma forse se ognuno di noi si domandasse (?) Molte più cose…. Avrebbe molte risposte che ora non ha…..